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Una sigaretta con d'IO
Io mi so dare ottimi consigli
post pubblicato in diario, il 7 maggio 2014


« Mia cara signora Hargreaves (il suo nome da sposata), immagino che questa le sembrerà una voce dall'oltretomba, dopo tanti anni di silenzio; tuttavia […] l'immagine mentale di colei che per tanti anni è stata la mia amica-bambina ideale è come sempre vivida. Da allora ho avuto molte amiche-bambine, ma non è stata mai la stessa cosa »
(C. L. Dodgson)

Forse quando sei la quarta di dieci fratelli non c'è nulla da ridere.
E quello che stai fotografando non è un muso, ma "sono io che mi domando cosa hai sempre da guardare. Che ho freddo ai piedi e che giocando ho rotto il vestito.
La quarta di dieci fratelli e tu mi dai tutte queste attenzioni come quando mi macchio a tavola e mia sorella Lorina mi prende in giro".
Chissà cosa pensavi Alice e quali le tue meraviglie? E noi che facciamo parte della generazione cresciuta sotto il segno del coniglio schiavo della regina di cuori, immobili a domandarci che fretta avesse. 
E che fumava il brucaliffo per riuscire a disegnare con il fumo le lettere dell'alfabeto. Noi che in certi momenti avremmo voluto svegliarti, dirti che stavi solo sognando, ma era troppa l'invidia nell'immaginarti a bere te' con il cappellaio matto.
Lui, che avrebbe sicuramente capito certi discorsi che, quando ero bambina io, ascoltava solo mio fratello.
Chissà come eri davvero Alice? Che amico è' stato per te colui che non hai mai chiamato Lewis Carroll.
Te che sei la musa di una favola e che non ti presenti nemmeno al suo funerale. Sposi un altro. Ti rivendi la copia originale per problemi di soldi. E poco prima di morire ti guardi al cinema. E' il 1933, i tuoi occhi sono quelli di 
Charlotte Henry. E' carina, e' di Brooklyn e faceva la modella prima di diventare attrice.
Chissà che meraviglia non essersi accorta di quanto ti amava quel tuo amico che sapeva tutto sulla matematica. I numeri, le sottrazioni, le magie.
Te che ti fidi più di Ruskin che a me non sta simpatico affatto. Ma gira il mondo per liberarsi dal più grande complesso di Edipo della storia. Il più grande esempio di come Freud sbagliasse a credere che per i maschi terminasse prima dei sei anni. O che addirittura nelle femmine fosse il fardello di una vita. Il "maschio mancato". Ma Ruskin faceva arte, in effetti. E tu dipingi acquarelli. Ti innamori di uno studente, metti al mondo tre figli. Dimentichi tutto. I piedi freddi, la matematica. Ti davi ottimi consigli.



A volte dici che ti piacerebbe entrare nella mia testa. "Cosa pensi, Fra?".
Mi guardi mentre per qualche secondo rimango zitta. C'è il sole, rimango seduta sul muretto, ho caldo.
"Pensavo ad Alice nel paese delle meraviglie". Tu ridi. Ma io dicevo la verità. Pensavo proprio ad Alice e ai suoi consigli. Quelli ottimi. 




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permalink | inviato da Franciccina il 7/5/2014 alle 14:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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