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Una sigaretta con d'IO
Un polpo al cuore
post pubblicato in diario, il 4 giugno 2014


"Non ci salgo sul palco. Sto sotto, va bene sto dietro. Dai, non suono. Ok, suono, ma piano".

http://m.youtube.com/watch?v=OU--Ox25DCo

Sa me amala oro kelena
Oro kelena, dive kerena
Sa o Roma daje
Sa o Roma mabo babo
Sa o Roma o daje
Sa o Roma mabo babo
ejjjjjjj
Ederlezi, Ederlezi



E ci vediamo al Buridda davanti all'entrata. Mangiamo insieme, se bevo un bicchiere di vino rosso? Lo bevo. Magari va meglio e non stecco.
Sai, il sax e' uno strumento che ti lascia mezzo svestito davanti a tutti. 
Ederlezi.
Fila tutto liscio, basta non guardare. Passami la sciarpa rossa, quella che butto via tra qualche anno, in un momento di rabbia. Torno a casa.
Vivo in una casa piccolissima senza riscaldamento, sono felice di nulla, ho 24 anni, voglio impare a suonare tutto il repertorio di Bregovich.
Un ricordo piccolo e caro in un giorno come oggi.
Oggi che chiudono la strada per sgomberare un luogo che da dieci anni porta i giovani a stare insieme. Giovani vestiti come cazzo gli pare, che ascoltano la musica che vogliono, che nessuno diventa ricco se vieni anche tu, ma  siamo uno di più. 
La categoria più chiacchierata e più studiata da politica ed economia. Cosa vogliono fare i giovani? Quanto disoccupati tra i giovani? "I giovani non sanno che" e "Ai giovani non piace".
La strada chiusa, i poliziotti che sgomberano il centro sociale occupato. Iniziano le chiamate, gli sms e i messaggi di solidarietà a un luogo che ha visto la mia generazione ragazzina, più arrabbiata di adesso e, sono certa, mai così rassegnata.
Ci ha visto ridere con persone che oggi non fanno più parte della nostra vita, come alcuni angoli di città dove rimangono i fantasmi di noi che ogni tanto intravediamo.
Ci ha visto ballare il punk quando mamma credeva fossimo a dormire, un po' come cantano gli Skiantos.
"Sono un ribelle, mamma, non star sveglia....".
E credo mi abbia vista anche quando mi sono vestita da antica romana con un lenzuolo o da music cassetta dei CCCP per Halloween.
Ma ha visto anche le serate a guardare film di registi che hanno il sogno di raccontare. Si ricorderà di me che assaggio il miglior amarone che abbia mai bevuto? 
E così, dopo mesi a discutere su un trasferimento che aveva trovato anche consenso, ci siamo svegliati questa mattina un po' più poveri e un po' più vecchi.
Un trasferimento lasciato li' ad aspettare. "Che le priorità sono altre".
E non c'è cosa peggiore che essere derubati a un passo dall'estate quando l'aria profuma e sta anche per piovere.
Come una Ederlezi cantata in ritardo di un mese. Il bentornata Primavera, i bambini che dormono e altri che la imparano dalle nonne che ricordano la guerra.
Alza la musica, quella schifosissima hit da 30 giorni che passano in radio. Chiacchiericcio che rimbomba nei vicoli più stretti. Le squillo alla Maddalena rimangono in piedi. Una di loro apre l'ombrello. Nella vetrina del negozio vintage più bello di Genova c'è un costume anni cinquanta. Qualcuno sta cucinando lo stokke, il profumo invade piazza Campetto. Dei ragazzini camminano e ridono. Hanno saltato scuola, sono gli ultimi giorni.
Il rumore di un cantiere aperto non mi fa sentire cosa dice una signora. Mi parla in genovese. Sorrido.
Davvero ci meritiamo di essere ingannati così?
Promettete un trasferimento che non avviene mai e chiudete tutto in meno di una notte?
Ederlezi. Sapevo che l'orchestrina Rom l'avrebbe suonata. Ed è un polpo al cuore.









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permalink | inviato da Franciccina il 4/6/2014 alle 8:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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