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Una sigaretta con d'IO
Scelgo una data e me la faccio raccontare
post pubblicato in diario, il 15 febbraio 2012




      http://youtu.be/Xt4ii2UEJ08







Anno 1979, torno qui. Tuffo di testa in un passato che non ho vissuto. Nemmeno da campionessa di nuoto, spermatozoo vincente alle Olimpiadi di casa mia. Qui dove un giovanissimo neo laureato imparava a fare il dentista. Al piano di sotto, nella stessa via di un quartiere di Genova, una ragazza magra amava insegnare. Una che, tra riunioni sindacali e balli in discoteca, la domenica pomeriggio, leggeva Prevert e poi sottolineava le poesie. Fogli di giornale, carta che assorbe umidità, fotografie e frasi. "Almirante carogna", scritto su un taccuino. "Mamma...", dico io. E lei che ride.
Polvere che suscita curiosità. E gli anni delle maglie a righe che amo tanto? Tempi universitari, 1960. Cambiamenti e rivoluzioni didattiche. Funerale alla matematica nella facoltà di Lettere. E poi, pantaloni a zampa, a riassumere le campane rovesciate in cui fare risuonare forte i "no". Che "il divorzio mi serve" e poi "l'utero è mio" e "dateci l'asilo, noi andiamo a lavorare". E fiocchi rossi, pelliccia vera, vestiti sintetici, stivali di pelle, scarpe con tacco. Costume e politica all'altare. 1979, e i miei nonni in cucina ad assaggiare la cottura delle lasagne al forno. E il telegiornale a tutto volume, i commenti a tavola. E mio nonno che voleva sempre avere ragione. Sottane silenziose, ma non tra i fornelli. Lì, avveniva la rivincita delle forchette, armi puntate al cuore. "Quando si mangia?". Tempo d'attesa che valeva una vittoria. Potere di qualche minuto, ma potere alla sottana e ai bottoni "Fiocchi", made in Italy. Metallo che luccicava tra gli abiti di alta sartoria, oggi riconoscibile sulle borse taroccate. Vezzi allo specchio mentre il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, fissa la data delle elezioni anticipate. E' il 3 giugno 1979. Il Governo è allo sbando e Oriana Fallaci, la scrittrice fiorentina, quella radicale con l'eyeliner mai sbavato, pubblica il libro "Un uomo". Anni di buio e solitudine prima di quella pubblicazione. Scritti e lacrime consumati in una stanza con le tapparelle abbassate.
"Ero come in un tunnel", avrebbe detto lei, anni dopo. Ventiquattro mesi prima, la morte di Alekos Panagulis. Eroe? Politico?
Quando un "sì" può cambiarti la vita. E non certo all'altare. Perchè all'inizio era solo lavoro: intervistare Panagulis, appena uscito dal carcere. Poteva non riuscirci la Fallaci? Ci riesce e si innamora. Amore puro per un uomo che la sapeva fare ridere anche se in Grecia era davvero difficile. Epoca amara quella di Papadopulos. Ma ogni popolo ha il suo dittatore.
http://youtu.be/E9MDDjgYz8Y  
Quando l'incontro con un poeta, ti toglie i vestiti e li mette a stendere nella piazza del mercato. Fragilità lasciate al vento raccontando la storia di un uomo, le sue ideologie, le intimità, la grande Grecia. La Grecia che esce dai banchi di scuola e il libretto dei voti. Quella dei pensatori, Ipazia, Isidoro e le Olimpiadi. Nomi tradotti in versioni di latino; traduzioni che al Liceo non riuscivo mai a copiare. Voti mediocri e nemmeno tanto sudati. Alla fine, preferivo suonare il pianoforte e leggere i libri di mia madre, quando frequentava l'Università. Marx, Platone e Sartre. E se ci penso, Mikonos e i suoi locali notturni non sapevo nemmeno che esistessero. Esistevano? "Prof, ma ho citato Freud che studiamo il prossimo anno, me lo poteva dare un 7". Ci scherzavo su, non me ne fregava molto. Valeva di più sapere che non sarei finita a leggere solo i libri che volevano i professori. E sapevo anche che Shakespeare era gay. "Baraghini in presidenza". 2000, l'anno della svolta? Paperoga è vestito da astronauta, Topolino mi inganna. Omosessualità, quella del signor W, che ho dovuto pagare anch'io e con un 4 in Letteratura Inglese. Voti e risate che mi hanno resa ricca il giorno in cui, al primo anno di Biologia, sono tornata a casa con il primo 28 sul libretto. Era genetica. "E da quella non si scappa", diceva il prof di chimica molecolare. E mio padre al telefono a farmi coraggio: "Memento audere semper". Come a dire, vai e spacca tutto. "Meno male che qualcosa di latino lo ricordo ancora", pensavo uscendo dall'aula universitaria.
Il coraggio riassunto in una citazione fascista che quel giorno mi è servita. "Perchè Gabriele D'Annunzio non è fascista, prof?", mi indignavo con la prof di italiano, al quinto anno di Liceo. Ma lei mi lasciava parlare e punizioni mai. Amavo le sue lezioni e studiavo bene solo quello che piaceva a me. E se al resto davo meno importanza, alla fine lo leggevo ugualmente, e poi ripetevo in stile "sentito dire". Perdonava solo in nome della mia curiosità lasciandomi al "sette" mentre i pappagalli tornavano al banco con il nove. "Almeno vivo - pensavo - e la domenica vado al fiume a tirare i sassi mentre le mummie stanno in casa a sottolineare con l'evidenziatore rosa".
http://youtu.be/hdRBI7PgYAI
Concime per fiorire, imparare dai fiori. Merda di opinioni e "ti amo" che alla fine, ci credi e ti rovini i sedici anni. Patisci per farti una risata, ventanni dopo. E dire "Che tenerezza". Il passato come una protesi per il futuro, quando i piedi saranno troppo stanchi per camminare tutto il giorno. "Il bastone della mia vecchiaia", come diceva mia nonna Mariangela. Ricordi a forma di rose piantate e trapiantate. Arancioni, le mie preferite.
E tra un Corriere della Sera letto al bar, e Il SecoloXIX, La Stampa; le notizie su twitter, facebook. Gli sms di un amico, penso: chissà, cosa avrebbe scritto oggi Oriana Fallaci sulla Grecia?
La Grecia che brucia ed esce dall'Europa. Grecia che mette il lucchetto alle Università, alle porte del treno, le banche e negozi di liquore.
La Grecia come una qualunque città nel mondo?
http://youtu.be/XQ8E792i5q0
Lei che l'avrebbe raccontata bene, con cuore e foto in bianco e nero.
Chissà? Io che un 1979 lo posso ritrovare nei ricordi degli altri. Chissà, benedetta curiosità?





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permalink | inviato da Franciccina il 15/2/2012 alle 11:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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