.
Annunci online

Una sigaretta con d'IO
Fine della pappa al pomodoro..
post pubblicato in diario, il 13 febbraio 2012


http://youtu.be/-LQcbypc8q4  
Ascoltando una canzone classe 1979.

"Per me più che normale che un'emozione da poco mi faccia stare è una parola detta piano detta piano basta già..." (Anna Oxa)


Nel 1979 forse ero uno dei tanti sogni d'amore, pensieri poco pensati, immagini rubate alle coppie in giro per strada, dei miei genitori. Loro che non erano nemmno sposati, ma innamnorati. Quello sì. Tre anni dopo il matrimonio e poi nascevo io. Ma nel 1979 moriva ucciso Guido Rossa dalle Brigate Rosse. Li chiamano "anni di piombo", sono gli anni del PCI. Tempo di lotta e grandi ideali con qualche scivolata sulle pallottole e su grandi nomi, tipo Aldo Moro.
Uno sguardo a Wikipedia, nuovo Bignami multimediale.


*******È la prima volta che le Brigate Rosse decidono di colpire un sindacalista organico alla sinistra italiana. L'omicidio sarà seguito da una forte reazione da parte di partiti e sindacati e della società civile, in particolare quella legata al partito comunista. Al funerale, cui partecipano 250.000 persone, presenzia il Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

L'omicidio di Rossa segna una svolta nella storia delle Brigate Rosse, che da quel momento non riusciranno più a trovare le stesse aperture nei confronti dell'organizzazione interna del proletariato di fabbrica. In effetti, proprio per la delicatezza dell'obiettivo, si è ritenuto probabile che le BR avessero intenzione di punire Rossa, ma senza ucciderlo. La vittima, probabilmente, doveva essere solo gambizzata. Tale ipotesi sembra essere confermata dalle perizie e dalle successive testimonianze: Vincenzo Guagliardo, il componente del commando che esplode tre colpi calibro 7,65 alle gambe con una Beretta 81, ha raccontato che a gambizzazione avvenuta Riccardo Dura, capo della colonna genovese delle BR, dopo essersi allontanato come gli altri brigatisti dal luogo dell'operazione, era tornato indietro per esplodere l'ultimo colpo, quello che aveva ucciso Guido Rossa. L'autopsia rivela infatti che su Rossa furono esplosi quattro colpi alle gambe e uno solo mortale al cuore. Guagliardo aggiunge che il giorno dopo il delitto, i membri dell'organizzazione chiesero spiegazioni sull'accaduto, al ché Dura giustificò l'omicidio affermando che le spie andavano uccise. Sempre secondo Guagliardo le BR valutarono seriamente l'espulsione di Dura, rinunciandovi però per non provocare fratture all'interno dell'organizzazione. Dura continuò quindi la sua militanza nelle BR, partecipando ad altre azioni ed entrando nel Comitato Esecutivo.

La ricostruzione dei fatti di Guagliardo suggerisce che la causa dell'omicidio di Guido Rossa sarebbe da ricercare nell'iniziativa individuale del capo dei componenti del commando e non in una volontà politica delle BR di eliminare il sindacalista. La colonna genovese delle BR si assunse comunque l'intera responsabilità dell'omicidio[2][1].

Nel 2008 la figlia Sabina, deputata eletta nel Partito Democratico, si è espressa contro la decisione con cui il giudice di sorveglianza di Roma aveva negato la libertà condizionale a Vincenzo Guagliardo, che lei ha incontrato.[3]





Odio i peluches, i pregiudizi, i ruffiani, i denti macchiati di fumo, le fiction tv, il pop post 1990 e San Valentino. Ma non sono una cattiva persona.
Ma c'è da lavorare e lavoro. "Festeggi?" E scoccano i "sì" che raccolgo senza dire nulla. Fiori di campo che alla fine, in un vaso, trovo bellissimi. Risposte e ancora domande. Acqua, sole e assemblaggio. Una fotosintesi clorofiliana per noi che fiori non siamo. Anidride carbonica e "centri attivi di reazione". http://www.primocanale.it/video/i-preparativi-degli-innamorati-per-s-valentino-44591.html

Lavoro, intontita da notizie in prima pagina. "Genova, schiaffo al Pd", il Corriere della Sera. Con reportage che, letta dalla penna di Aldo Cazzullo, mi sembra di non riconoscere più. Il paradiso che non conta più nulla. La città del "Bagno guasto" fino a quando non ordini un cappuccino. "Prego, queste sono le chiavi". 
http://youtu.be/uzk0L0mD6-4  festival di Sanremo 1986
Primarie di centro sinistra finite. Focaccie inzuppate nel caffèlatte, giornali stropicciati. Sono le 12 e torno a casa dopo avere girato per la Facoltà di Economia. Incontro Marco Doria, il prof a interrogare gli studenti. "E' uno bravo", dicono loro".
Tutto frenetico, tutto di corsa. Tornare in redazione, prendere i "time code", scrivere, leggere. Tornare a casa.
Nella strada di casa riflettere.
"Non ho mai festeggiato San Valentino", ma anche "Dovrei fare la spesa" e "L'ho comprato il sale?".
E poi cercare le chiavi, entrare, salire sul letto soppalcato. E guardare la scala scivolare e ricadere sulla boccia di vetro del pesce rosso.
Mille pezzi di vetro in terra, acqua che bagna libri e scarpe in terra. Poi la domanda: "Dov'è finito il pesce?".
Sessanta secondi come fossero una vita mentre cerco silenzio nella via più rumorosa del centro storico, via Ravecca.
Da qualche parte, in questa stanza, c'è un pesce ignaro di tutto.
"Forse è morto", è un pensiero fulminante. A cosa può pensare un pesce rosso sbalzato a terra da un frastuono potente come una scala di ferro?
http://www.youtube.com/watch?v=QtIhfr4lm4U  Festival di Sanremo, 1961.
E qualcuno, che lui nemmeno riconosce, che lo sta cercando. Lui che ha pochi secondi per non morire mentre due mani lo vogliono salvare.
Silenzio.
http://youtu.be/RrGnqCf-wGU  Festival di Sanremo, 1968.
E più cerco più trovo pezzi di vetro. Frantumi taglienti, metafora di una domenica che segna una svolta epocale.
Un po' come la mano di un assassino, ma un minuto prima il delitto.
Colpevole di una intenzione, ma non ancora.
Colpevole, ma ancora innocente.
http://youtu.be/1JHSDXqvnXc    Festival di Sanremo, 1990.
Il Pd, un giovanotto che si annoia e la sera resta a casa davanti alla tv. Magari "messaggia" con una che ci sta, ma "no, che poi mia moglie lo viene a sapere". Dall'altra parte, un pensionato dal fascino intramontabile. Capelli brizzolati e una vita che profuma di battaglie e grandi nomi. Uno che la barba la taglia, sì. "Ma devo?". E lo chiamano Pci. Anche chi non lo conosce.
E intanto, il pesce è fermo sul marmo a boccheggiare. Lo trovo, lo raccolgo e spero.
E' vivo, eccome.
Salvato tra il vortice dei pensieri che fuggono. Ma vivo.
E io?  http://youtu.be/JbJ3MmyuyLQ Festival di Sanremo, 2011.
Io anche. Da oggi, senza pentola per la pasta al pomodoro. Che "il popolo affamato" farà anche la rivoluzion, ma la facciamo in un altro modo?




http://youtu.be/TZ5Zwrcvvaw . Rita Pavone.



 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. doria genova primarie pesci rossi

permalink | inviato da Franciccina il 13/2/2012 alle 22:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Sfoglia gennaio        marzo
il mio profilo
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv