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Una sigaretta con d'IO
Lettera a d'IO
post pubblicato in diario, il 14 febbraio 2010


 


 

Caro d'IO

ti scrivo dalla mia stanza

da tanto non ti sento

e Super IO avanza

come una febbre nuova

il jazz

una voce bianca

ho bisogno di ritrovarti

forse adesso sono in grado di amarti.

Bevo dal tuo bicchiere

mangiando unghie

con noci e pere

scoprendo che i mandarini sanno parlare

proprio dal frigo li ho sentiti gridare

che avevano freddo

che avevano paura

ho aperto l'anta ed ho trovato la verdura

che con aria soddisfatta

diceva:"Giura!!"

"Giura di cosa?" le ho chiesto io

"Che la foglia si snoda" dice in tono bio

"Perchè che ti hanno fatto?" chiedo all'insalata

"Niente,niente, è acqua passata"

E mentre i mandarini ridevano forte

ne ho preso uno in mano e gli ho parlato di morte

allora ha capito e mi ha fatto un inchino

come fa la sarta

davanti a un manichino

per grazia e per lezione gli ho dato un bacino

aveva il tuo sguardo

scacchista

assassino.

 

Ti invio la lettera.

Rimango ad aspettare.

Faccio foto ai gabbiani

in passeggiata-mare.

Divento vecchia

e mi si ruga il cuore

ad aspettar risposta

di un foglio ancor senza parole.

E mentre leggi la mia follia

ricordati degli occhi

che hai voluto gettar via.

Erano i miei

erano verdi

vedevano il mondo

senza usare lenti.

Vedevano il mondo per quello che era

una culla di fiabe

che iniziano con "C'era".


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