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Una sigaretta con d'IO
Come tutti
post pubblicato in diario, il 24 dicembre 2018







Sei lì che cucini il brodo, tagli le carote, prepari il soffritto. Sai che è tutto pronto per costruire a mano quel profumo che sentivi a casa da bambino. Che tu, il brodo, nemmeno lo volevi e lo avanzavi sempre. 

Oggi, però, no.

Oggi è brodo se sei triste.

Brodo se sei malaticcio.

Brodo se hai freddo.

Brodo in dado.

Brodo di pollo e "ci metta anche del vitello". Ok.

Brodo vegetale.

Brodo a Natale.

Poi, non si sa per quale ragione, scopri che il salmone ricorda tutto meglio di te. Lui e il suo cervello piccolo, vivono la vita alla ricerca di quell'odore lì. Quello della sua prima volta al mondo. Stile primo Natale, prima volta che mangi cappelletti davanti a tutti e lo scopri in fotografia. Lui al buio e in acqua dolce. Così, il suo piccolo cervello, mentre sguazza e scappa dagli ami, sente che ha bisogno di sale. Anzi, lo produce. Un corto circuito stile "se il bambino ha la tosse, ha bisogno di iodio".

Tutti al mare.


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Lui, il suo cervello piccolo e la sua memoria molecolare. Un party di umori fluidi ed enzimi proteici. Primavera e discese. Oceano Atlantico e correnti. 

Il cielo sulle spalle, il mare dentro. Ma non del tutto. Che cerca e che trova. Ci entra dentro sicuro. Ha ben chiara la meta. Va tutto bene. Anzi, benissimo. Va sempre più distante. È lontanissimo. Non si vede nulla. È in buona compagnia, ma non è lì per avere compagnia. Forse, nemmeno se ne accorge. Cosa stia cercando, non si sa. Schiva i pescherecci, niente lo tocca. Cervello piccolo si sente invincibile, me lo sento. Nessuno sa perché. Nemmeno perché gli venga il rimorso. Ma il rimorso arriva e decide di tornare. Arriva il momento in cui sceglie di tornare, di sfidare le correnti, di ricordarsi com'era casa, che odore avesse. Fa il brodo a modo suo. Cervello piccolo, forse tanto piccolo non è visto che aspetta agosto. Il fiume ha meno acqua. La vita diventa un viaggio al contrario dove smette di mangiare. Salta. Non mangia. Salta. Fallisce, ci riprova, si ferisce, riprova, calcola la velocità dell'acqua, salta. Muore. Sopravvive, ritrova casa. 

Brodo.

No, un attimo prima decide che nelle acque dolci di casa si deve accoppiare. Questo fa, prima di aver duellato un po', visto che in mare non succedeva mai nulla. Eppure, gli piaceva. Ci voleva andare. Ma voleva anche tornare. Ed eccolo che nasconde le uova in canali scavati nella ghiaia.

Lui, cervello piccolo, memoria molecolare e anche un po' quella celebrale. Che lui non fa le cose perché glielo dicono. Lui le fa perché sente che deve. È il classico che "Perché ti ho detto che è così". Così come? Così. Senza sapere perché, o forse senza farlo capire. Una cosa a cui si abitua, senza pensare che non è il solo a farlo. Lo fa e basta, sfidando ogni cosa. Per poi andarsene di nuovo, lasciando tutto. Schiavo della memoria e dell'odore.

Come tutti quando se ne accorgono.

E tu?




permalink | inviato da Franciccina il 24/12/2018 alle 22:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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