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Lucia



"Famiglia, siamo quasi arrivati".

Lo strano modo di un bambino di quattro nni, mano nella mano con mamma e papà dentro il parco Sempione. Stanno andando al campetto a vedere "quelli che fanno sempre canestro".

Lucia rimane a osservare la scena del ragazzo alto che indossa la maglia di LeBron James. Anche lui come il cestista dei Cleveland Cavaliers è alto più di due metri, ma indossa un paio di ciabatte rotte. E continua a fare canestro da un'ora. Ogni tanto si guarda intorno, chiama qualche bambino in campo e lo lascia tentare.

Che a pensarci meglio, provare a tentare davanti a un gigante nero fa paura se hai cinque anni. "anche se ne hai 40", pensava Lucia, fumando una delle sue sigarette girate male.

Lei a Ferragosto aveva deciso di rimanere a Milano. "perché solo chi non conosce la storia festeggia il 15 agosto", lo ripeteva ogni anno. E rimaneva sempre sola a ricordare quel giorno, in terza media, il suo ultimo dieci con la prof Scarizzi. Mussolini, i treni a prezzo ridotto, gli italiani in festa, qualcuno scopriva cosa fosse il mare: quell'interrogazione in storia le valse l'ennesima presa in giro da parte dei compagni di classe. "Lucia la secchiona", "Lucia che non esce mai". Lucia e la sindrome di Asperger come Cavendish, il suo chimico preferito. "Tu hai un chimico preferito?". Marco non rispose mai e si limitò a dirle che "No, Lucia, non posso uscire con te. Mi piace Sofia".

Un cuore che perde acqua, idrogeno per pensieri che vanno e vengono come spruzzi dentro a una fontana.

Lo sai di Cavendish, vero Lucia?



Il nonno trovava sempre un modo per distrarla dal leggere, nei pomeriggi d'estate.

"Una sera, una cameriera entrò per errore nella sua stanza -inizio' a raccontare- Cavendish rimase così sconvolto da quella inaspettata presenza da licenziarla senza pensarci due volte. Sai cosa fece dopo? - sorrise il nonno- Si fece costruire dei soppalchi per andare da una stanza all'altra della casa senza essere visto".

Da allora, Lucia sogno' di dormire sopra un letto a castello alto come il soffitto. "Per sognare più in alto", pensava lei.

Il fumo lento, un sorriso al vuoto e il fake di LeBron che la invita a provare. "Tu, prova!". La palla che le cade ai piedi e lui che la fissa. Gas ionizzato nei suoi occhi, stelle che vede solo Lucia che si alza di scatto e si mette a correre. Come alle medie.

La storia non è finita, ma vado in ferie. E la finisco, poi.





https://www.youtube.com/watch?v=rId6PKlDXeU


Pubblicato il 16/8/2015 alle 21.16 nella rubrica diario.

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