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Sai scrivere, tu?

"Baci, baci, baci".







?Stop.
Un momento di pausa, tipo quei secondi in cui immagini quei mille, milioni di baci volare ed essere già arrivati a destinazione.
Come la vivi tu la malinconia, mi prende alla sprovvista, dipende da dove mi trovo, pensavo io. 
Lontana da casa, come una pesca noce: pesca più noce, pesca o noce? Mischio le cose e le confondo per chiamarle con i nomi sbagliati, con quelli che non usi mai. Ma ti piacerebbe usare.
Sai, dice lei, qui il cielo tra poco diventa arancio pesca. Vero. Arancio pesca che si avvicina all'azzurro e poi al blu senza passare dal giallo, dal rosa, dal rosso rubino dei tramonti di Pavia, quelli che vedevo dal treno tutte le volte che mi mancava qualcosa e andavo cercarla.
Mio figlio ha 31 anni, continua a parlare, la ascolto, la strana punteggiatura che uso oggi. Suo figlio cosa fa? Fa le pizze e le fa buone, non ho mai mangiato la mozzarella, preferisco il formaggio di casa mia, quello che faccio io, ma da lui mangerei anche la mozzarella.
La guardo con quei suoi occhi color castagna, un po' tristi e un po' pieni di tramonto, di sale, di vento caldo, di inchiostro rosso. Ho solo una penna rossa in casa.
Uso la penna rossa. "Ciao, Stefan, mamma ti manda: baci, baci, baci".
Tre volte baci?
Anche quattro.
Questo non lo scrivo.
Fatto.
Mi lascia in mezzo alla strada, proprio dove mi aveva trovato mezz'ora prima quando diceva che non sapeva scrivere. Ti piacciono i fichi? Si'.
Ne mangiamo due o tre insieme senza dire nulla. Sta arrivando il tempo dei grilli, quello che si porta dietro il silenzio micidiale di settembre quando non canteranno più. Qui non arrivano nemmeno le ninna nanna, dice lei. Il paese è piccolo, le finestre restano sempre chiuse, la gente canta, ma piano, lo fa sottovoce. Di nascosto. Mi punge una zanzara. Sangue vivo, lacrime buone, conservane sempre, mi dice.
Di lacrime? Si'. Di sale buono per la gente che fa fatica a dirselo. Fatica a spiegare che, a volte, ci si vuol bene e basta.
"Baci, baci, baci, baci". Aggiungo il quarto "baci", buco nero d'amore di mamma che non ha mai mangiato mozzarella.
Mi stai simpatica. Anche lei mi sta simpatica. Torna a trovarmi, poi.
Un giorno tornerò in Corsica, promesso.


Pubblicato il 27/8/2015 alle 18.51 nella rubrica diario.

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